1. Annaffiare le peonie sul balcone
Ho finito la tela funebre per tuo padre Laerte. L'ho finita e l'ho disfatta. E l'ho disfatta e l'ho disfatta. E l'ho finita mille volte, disfatta milleuna, finita, disfatta. Alle amiche dicevo che era per prendere tempo (per perdere tempo), impedire a un altro uomo di strapparmi via l'amore della mia vita; di scoparmi via l'assenza viva del tuo corpo in me.
2. Aiutare telemaco a fare i compiti
Ho disfatto la tela funebre di tuo padre Laerte. L'ho disfatta perché è quello che avresti voluto per me...una vita che si compie nell'incompiuto, che trova un senso nell'attesa. L'ho fatta e l'ho disfatta, come il mio cuore che trabocca per ogni nave all'orizzonte e poi piange il suo padrone.
3. Portare Argo dal veterinario per vaccinazione
Ho disfatto la tela perché aspettare non era il vero problema. Ricordo il tuo sguardo il giorno prima della partenza; se chiudo gli occhi sei ancora qui che mi guardi e non mi vedi. Come se tua moglie, la tua famiglia, tutta Itaca fossero sempre state troppo piccole per contenerti. Come se non avessi un oceano abbastanza tortuoso, dentro, o uno spirito abbastanza fertile da rendere la nostra avventura la più epica delle storie. Sei ancora qui ma già guardi oltre, come se "oltre" fosse il tuo posto, e non questo.
4. Registrare le ultime puntate di Lost
Ho tessuto e stessuto. Cantato per allietare il lavoro. Mia madre dice che non rendo su Shakira o Britney, perché non ho niente della sirena. Suono vera solo quando la mia voce si rifugia nel blues e nel jazz, quello che i più non sentono nemmeno o si limitano a tenere in sottofondo. Mi chiedo se è per questo che mi hai scelta. Tenermi in sottofondo. Sotto al tuo tetto, alle tue regole, al tuo corpo, alla tua presenza ingombrante o anche alla tua assenza ingombrante. Il perfetto sfondo bianco che fa risaltare il soggetto in primo piano.
5. Lasagna nel freezer. Per scongelare: 20 minuti in forno a 100°
Ho finito la tela e ne ho fatto un telo. Mi ci asciugo dopo la lezione di acquagym. Diresti che passare tanti anni da soli aiuti a conoscersi meglio, ma sono tutte balle. Sono stata un buco di persona per così tanto tempo, terrorizzata dall'idea che se mi fossi riempita solo un po' poi non ci sarebbe stato spazio per te. Ma ho imparato a cambiare le lampadine, a bloccare le perdite, riparare la lavatrice. Ho imparato a convivere con il disco rotto dei tuoi spasimanti senza dargli troppa corda. Ho smesso di aspettare il tuo ritorno ma continuo a immaginarlo. Parlano di un libro, un film e forse una miniserie. Approderai sfinito ma sempre vigoroso sulle coste di quest'isola. E la folla ti acclamerà e griderà il tuo nome, e tutti vorranno vedere quel che resta dell'eroe e nessuno l'eroismo di quello che resta.
6. Pagare la bolletta della luce
Ho piegato il telo e l'ho messo in valigia. Farà freddo, su al nord, sotto l'aurora boreale. Pensavo alla Groenlandia e alla Nuova Zelanda; alla Cina e all'Italia. Pensavo alla nave che mi aspetta all'alba, al mio essere un oceano che si tuffa nell'oceano perché solo rischiare di affogare davvero mi salverà dall'apnea di questi anni. Ho dato un bacio a Telemaco e gli ho detto: "Non confondere l'egoismo con l'eroismo, almeno tu". Ho lasciato una lista di cose da fare sul frigo. Non cercarmi, preferisco trovarmi da sola. E non salvarmi, per questa volta sola.
tua (ma tendenzialmente più mia),
Penelope
tua (ma tendenzialmente più mia),
Penelope